Conosci meglio Simone Micheli Architecture

Simone Micheli è un architetto e designer italiano, noto per il suo approccio visionario e non convenzionale all’architettura, al design d’interni e al product design. Insieme a sua moglie, Roberta Colla, guida il suo studio, concentrandosi su progetti che uniscono una forte identità, forme fluide e un forte impatto emotivo. Il suo lavoro si basa sulla sostenibilità e mira a creare spazi immersivi, sensoriali e in linea con il vivere contemporaneo. Conosciuto per la progettazione di hotel, spa, spazi residenziali e mostre, Micheli realizza ambienti che sfidano il design tradizionale, fondendo semplicità e audacia per offrire esperienze uniche e a misura d’uomo.

Simone Micheli

Approccio al Design degli Spazi per l’Ospitalità

Come il vostro approccio al design degli spazi per l’ospitalità influisce sulla formazione degli studenti del Master MID in Interior Design?

Il mio approccio è profondamente esperienziale, emozionale e al contempo etico. Credo che ogni spazio dell’ospitalità debba raccontare una storia autentica, suscitare emozioni vere. Trasferire questo pensiero agli studenti del Master MID significa aiutarli a comprendere che progettare non è solo disegnare spazi, ma è creare luoghi di senso, capaci di trasformare l’ordinario in straordinario. Li stimolo a pensare con coraggio, a destrutturare i modelli convenzionali e a vedere l’ospitalità come un’arte del vivere.

Quali sono le principali sfide che affrontate nel progettare spazi che devono essere funzionali, accoglienti e innovativi?

La sfida più grande è il superamento dell’abitudine. L’ospite oggi è alla ricerca di autenticità, di esperienze non replicabili. Ma allo stesso tempo vuole comfort, efficienza, riconoscibilità. Trovare l’equilibrio tra innovazione radicale e funzionalità concreta è un gioco raffinato. È necessario usare empatia e visione per creare spazi che siano sì sorprendenti, ma anche profondamente umani.
Insomma: opere!

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Creare Esperienze attraverso il Design

In che modo il design degli spazi per l’ospitalità contribuisce a creare esperienze uniche per gli utenti? Come il Master MID prepara gli studenti a progettare con questo obiettivo?

Un hotel, un resort, non sono semplici contenitori di funzioni, ma strumenti di narrazione. Quando progetto uno spazio, immagino un racconto multisensoriale che l’utente vivrà. Colori, luci, volumi, suoni, materiali: tutto concorre a generare un’esperienza memorabile. Il Master MID insegna proprio questo: a progettare spazi “vivi”, in grado di interagire con chi li attraversa. Incoraggia la sperimentazione, l’ibridazione tra linguaggi, l’esplorazione dei sensi.

Come bilanciate la necessità di comfort e l’esigenza di un design distintivo in spazi come hotel e resort?

Non c’è conflitto tra comfort e identità, se si progetta con intelligenza. Il design deve sedurre, certo, ma anche coccolare. I miei spazi sono ergonomici e poetici allo stesso tempo. Uso forme fluide, materiali innovativi e tecnologie invisibili per creare ambienti che siano rifugi dell’anima, ma anche opere d’arte vivibili. È proprio nel dialogo tra emozione e funzione che nasce un progetto significativo.

Tecnologia e Innovazione

Quali innovazioni tecnologiche vedete come più rilevanti per il futuro del design degli spazi per l’ospitalità?

Intelligenza artificiale, realtà aumentata, sistemi di automazione sensoriale: sono tutti strumenti potentissimi. Ma non devono diventare fine a sé stessi. Vanno usati per esaltare l’umanità dello spazio. Immagino hotel dove la tecnologia sia un alleato silenzioso, che rende ogni soggiorno unico, personalizzato, empatico. La tecnologia del futuro è quella che amplifica l’esperienza senza invaderla.

Come utilizzate le nuove tecnologie nel design degli spazi per migliorare l’esperienza degli utenti?

Creo spazi che si adattano, che rispondono, che comunicano. Dai sistemi di illuminazione emozionale al controllo intelligente del microclima, tutto concorre a costruire un’esperienza immersiva e dinamica. La tecnologia mi aiuta a costruire ambienti più fluidi, più consapevoli, più vicini al desiderio profondo di benessere che ogni essere umano cerca.

Sostenibilità negli Spazi per l’Ospitalità

Come integrate la sostenibilità nella progettazione degli spazi per l’ospitalità?

Per me la sostenibilità non è una moda, è un dovere etico. Ogni scelta progettuale deve rispettare la Terra, valorizzare le risorse, durare nel tempo. Uso materiali riciclati, filiere corte, tecnologie per il risparmio energetico. Ma soprattutto creo spazi che abbiano un’anima, perché ciò che è significativo viene preservato, non sostituito.

Quali soluzioni sostenibili sono diventate fondamentali nel design degli spazi per l’ospitalità?

Oggi non si può prescindere da sistemi di gestione intelligente dell’energia, da materiali naturali e certificati, da progetti che minimizzano l’impatto ambientale già in fase costruttiva. Ma c’è di più: progettare in modo sostenibile significa anche creare bellezza duratura, che resiste alle mode e ai consumi inutili. La vera sostenibilità è anche culturale.

Simone Micheli

Tendenze Future nel Design per l’Ospitalità

Come immaginate l’evoluzione degli spazi per l’ospitalità nei prossimi anni?

Saranno spazi ibridi, fluidi, interattivi. Luoghi dove si abita, si lavora, si sogna, si guarisce. La distinzione tra funzioni cadrà. L’ospitalità diventerà sempre più esperienziale, intima, relazionale. Gli spazi dovranno stimolare la mente e accarezzare i sensi. Non saranno più scenografie, ma ambienti vivi, in continua trasformazione.

Quali tendenze stanno emergendo nel settore dell’ospitalità che pensate gli studenti del Master MID dovrebbero conoscere?

La personalizzazione estrema, la contaminazione tra natura e tecnologia, l’ibridazione tra design e arte, il ritorno alla lentezza. I designer del futuro devono essere narratori, innovatori, umanisti. Devono capire che l’ospite non cerca più solo lusso, ma verità, autenticità, relazioni.

Preparazione al Mondo del Lavoro

Quali qualità cercate in un giovane designer che si approccia al mondo del design per l’ospitalità e come il Master MID prepara gli studenti a rispondere alle esigenze del settore?

Cerco visione, empatia, desiderio di rompere gli schemi. Un giovane designer deve essere curioso, colto, capace di ascoltare. Il Master MID prepara gli studenti a tutto questo: offre una formazione tecnica solida, ma anche un’educazione al pensiero critico e creativo. Li aiuta a diventare autori, non solo esecutori.

Come il Master MID può aiutare gli studenti a sviluppare competenze pratiche nel progettare spazi per l’ospitalità?

Attraverso workshop reali, confronti con professionisti, laboratori in cui si tocca con mano la complessità del progetto. Ma soprattutto attraverso la libertà di pensiero. Gli studenti imparano a progettare pensando all’essere umano, a dialogare con il contesto, a dare senso allo spazio. È questa la vera competenza che serve oggi.