All’interno di un modulo guidato dall’architetto e designer Lorenzo Guzzini, gli studenti del Master in Interior Design si sono cimentati in un progetto di ricerca che ha esplorato l’intersezione tra ambiente fisico, materiali naturali e percezione umana. La sfida progettuale: creare un concetto spaziale radicato in un luogo specifico, modellato da un elemento naturale e arricchito da un’esperienza sensoriale.
L’atmosfera come strumento progettuale
Agli studenti è stato chiesto di progettare uno spazio che rispondesse a tre componenti chiave: una località geografica, un elemento naturale e uno dei cinque sensi umani. Lo spazio poteva essere aperto o chiuso, una singola stanza o una sequenza di esperienze ciò che contava era la connessione tra queste tre dimensioni.
Ricerca contestuale e culturale
Ogni progetto ha avuto inizio con la selezione di un sito reale. Gli studenti hanno analizzato il clima, i cicli stagionali e le tradizioni culturali del luogo, riflettendo anche sul proprio legame personale con esso. Parallelamente, hanno studiato un materiale naturale come acqua, pietra o legno indagandone i significati culturali e le proprietà fisiche, dagli stati di trasformazione (liquido, solido, vapore) alle qualità tattili.
Progettare per i sensi
L’ultimo livello del progetto ha riguardato la percezione umana. Ogni studente ha scelto uno dei cinque sensi tatto, gusto, olfatto, vista o udito e ha esplorato come potesse guidare il progetto dello spazio. Questo approccio multisensoriale li ha spinti oltre l’estetica, incoraggiandoli a riflettere su come lo spazio possa evocare emozioni e ricordi attraverso l’interazione fisica.
Dalla ricerca allo spazio
Integrando i tre ambiti di ricerca, gli studenti hanno sviluppato piante e sezioni dettagliate dei loro progetti. Hanno riflettuto su elementi come i flussi, i punti di accesso e uscita, e su come le persone interagiscono con l’ambiente e con il materiale scelto. Sotto la guida di Guzzini, hanno imparato a usare l’atmosfera come strumento progettuale fondamentale nell’interior design creando spazi che non si limitano a essere visti, ma che si sentono profondamente.
Cosa hanno imparato gli studenti
Durante il corso, gli studenti hanno approfondito come la ricerca possa guidare il progetto. Hanno imparato a tradurre concetti astratti in strategie spaziali, bilanciando analisi tecnica e risonanza emotiva. Il progetto ha potenziato la loro capacità di lavorare in modo interdisciplinare tra geografia, scienza dei materiali e studio dei sensi rafforzando anche le competenze di comunicazione visiva e sviluppo concettuale. Ma soprattutto, hanno scoperto come lo spazio possa diventare un mezzo di narrazione, capace di esprimere sia l’identità individuale che il significato culturale.