Gli studenti del Master MEED ripensano il futuro delle fiere con un workshop dedicato ai nuovi formati espositivi

Guidati da Jacopo Abbate, gli studenti del Master in Event and Exhibition Design della Scuola Politecnica di Design hanno partecipato a un workshop dal taglio sperimentale, volto a ripensare il modo in cui progettiamo e viviamo gli spazi fieristici. Partendo dal caso studio del Salone Satellite  piattaforma d’eccellenza per i giovani designer all’interno del Salone del Mobile il workshop ha spinto gli studenti a sviluppare nuovi modelli di interazione tra espositori, visitatori, curatori e istituzioni.

jacopo abbate

Ripensare il ruolo della fiera

In un momento storico in cui il ruolo tradizionale delle fiere è messo in discussione dall’ascesa di piattaforme digitali e eventi urbani decentralizzati, gli studenti sono stati chiamati a esplorare soluzioni più immersive, partecipative e site-specific. L’obiettivo: progettare esperienze espositive relazionali, inclusive e in sintonia con i cambiamenti sociali, culturali e ambientali degli ultimi vent’anni.

La ricerca sul campo come punto di partenza

Il workshop si è aperto con una fase di ricerca sul campo, che ha permesso agli studenti di analizzare le dinamiche attuali delle fiere e individuare aree di innovazione. Da qui sono nate strategie creative ispirate a formati come festival, eventi sportivi e concerti, con l’intento di trasformare le visite passive in esperienze attive e memorabili.

jacopo abate

jacopo abbate

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La sostenibilità al centro del progetto

Grande attenzione è stata dedicata all’esplorazione di pratiche espositive sostenibili. Gli studenti hanno lavorato con materiali a basso impatto, soluzioni modulari e strategie di riuso, immaginando allestimenti che fossero non solo efficaci dal punto di vista visivo, ma anche rispettosi dell’ambiente.

Progettare esperienze collettive

Il workshop ha invitato gli studenti ad andare oltre la logica dello stand individuale per pensare in termini di spazi collettivi, in cui interazione e storytelling contribuiscono a costruire una narrazione condivisa. In questo modo, sono nati concept che riflettono l’identità in evoluzione delle fiere: non più semplici luoghi di esposizione, ma piattaforme di dialogo, comunità e coinvolgimento.