The Third Space Today ha invitato gli studenti a riflettere su questioni cruciali: Cosa guadagniamo o perdiamo quando i nostri spazi di connessione si spostano online? E come possiamo creare spazi ibridi che alimentino la curiosità, la comunità e un autentico senso di appartenenza?
In un mondo sempre più digitale, progettare spazi che favoriscano una vera connessione, comunità e appartenenza è diventato un focus cruciale. L’acclamato creative executive e experience designer Josh Goldblum ha presentato una conferenza stimolante intitolata “The Third Space Today.”
Basandosi su due decenni di lavoro pionieristico con Bluecadet e Futurespaces, Goldblum ha esplorato come il concetto di “third places” — gli spazi di incontro informali resi popolari dal sociologo Ray Oldenburg — si è evoluto nell’era digitale. Dai musei alle piattaforme digitali e agli spazi pubblici, la conferenza ha riflettuto sul cambiamento critico dai punti di incontro fisici agli ambienti online, e su come i designer e i leader culturali possano navigare il passaggio in modo riflessivo.
Come imprenditore premiato con un Emmy che lavora all’intersezione di arte, tecnologia e cultura, Josh Goldblum ha ripensato il modo in cui il pubblico interagisce con la cultura, il design e l’informazione. È il fondatore e CEO di Bluecadet, una delle principali agenzie di experience design, e di Artwrld, una piattaforma digitale per l’arte contemporanea. Curatore e host di Futurespaces, una serie di interviste celebrate sull’innovazione nel design dell’esperienza.
Space Talks
Questa lecture fa parte di SPACE TALKS, curato da Rana Rmeily, co-fondatrice del collettivo di design espositivo TheLoveTriangle e ex partner associato di Atelier Brückner. Space Talks è una serie di conferenze che esplora la scenografia come mezzo di dialogo—tra corpi, ambienti, sistemi e storie. Radicato nella visione di Rana di spazio come piattaforma e protagonista, la serie riunisce designer e pensatori che sfidano, espandono e riformulano i modi in cui esperiamo e ci relazioniamo con i nostri dintorni. Dall’architettura della moda e dal potere spaziale del suono, all’intelligenza sensoriale e all’evoluzione degli spazi di transizione, ogni talk apre una prospettiva unica sul pensiero scenografico—abbracciando movimento, materialità, tecnologia ed emozione come strumenti per plasmare ambienti significativi e reattivi.