Durante una recente lezione alla SPD, AMAA, uno studio che unisce metodo, artigianalità e un approccio fortemente legato al mondo accademico, ha raccontato come esplora l’architettura in modi originali e inaspettati. La loro presentazione, intitolata “Ways of Seeing”, ha offerto uno sguardo sul loro modo di intendere il progetto: un incontro tra schizzi a mano e tecnologia, dove elementi diversi si combinano per raccontare una storia.
Uno studio che nasce dal metodo e dalla manualità
Con un team di circa 25 persone, AMAA fonde il pensiero universitario con un approccio pratico e sperimentale. Hanno spiegato quanto sia fondamentale per loro il confronto con altri architetti, lo scambio di idee e suggerimenti, che li aiuta a sviluppare e perfezionare i progetti.
Il loro studio è volutamente un “caos controllato”: uno spazio in cui le idee possono sovrapporsi, scontrarsi e trasformarsi. Questo ambiente stimola il loro approccio, che dà valore alla sperimentazione, alla continua ricerca e alle connessioni impreviste che possono nascere nel processo creativo.
Dagli schizzi al digitale
Per AMAA, il punto di partenza è quasi sempre il disegno a mano. Schizzare è il modo con cui ragionano su forma, composizione e rapporti spaziali. Solo in un secondo momento queste idee vengono tradotte in scansioni 3D e modelli digitali, per approfondire la scala e i dettagli da nuove prospettive.
Per loro, la forma ha un ruolo centrale: conta come forme, texture e materiali diversi si relazionano tra loro. Cercano abbinamenti non scontati, accostamenti inaspettati che però sappiano raccontare una storia o suscitare un’emozione in chi vive lo spazio.
Lo spazio nello spazio
Durante l’incontro, AMAA ha sottolineato il proprio interesse per il concetto di stratificazione degli ambienti. Attraverso superfici, materiali e la creazione di spazi dentro altri spazi, mirano a generare luoghi ricchi, profondi e personali.
Il loro obiettivo non è creare armonie perfette, ma trovare un senso nei contrasti combinando elementi apparentemente distanti che, insieme, danno vita a qualcosa di coerente e capace di evocare emozioni.
Un approccio riflessivo al progetto
L’incontro con AMAA è stato per gli studenti un importante promemoria: l’architettura non è solo funzionalità o estetica pura. È la capacità di creare ambienti in cui materiali, forme e narrazioni si intrecciano, dove anche il più piccolo dettaglio può trasformare la percezione di uno spazio e il modo in cui le persone lo vivono.