I designer di oggi affrontano sfide che le generazioni precedenti non avrebbero potuto prevedere, in particolare il cambiamento climatico. Il curriculum di SPD risponde a questa urgenza, richiedendo agli studenti di abbracciare la sostenibilità e l’inclusività in ogni progetto. Questo impegno riflette l’allineamento di SPD con la definizione di sostenibilità delle Nazioni Unite: soddisfare i bisogni del presente senza compromettere il futuro.
Le aree di focus principali includono:
- Progettare con la sostenibilità per ridurre l’impatto ambientale.
- Garantire l’accessibilità nei progetti per servire le comunità diversificate.
- Promuovere l’inclusività per rispondere ai bisogni delle persone con necessità particolari.
Chiari ha delineato i pilastri dell’ESG:
- Ambientale: Consumo responsabile e gestione dei rifiuti.
- Sociale: Promozione della diversità, inclusione e benessere della comunità.
- Governance: Trasparenza e pratiche etiche.
SPD integra questi principi attraverso un’educazione basata sulla ricerca, promuovendo una mentalità “pronta per il futuro” negli studenti. Questo approccio prepara gli studenti a progettare soluzioni che siano funzionali, esteticamente piacevoli e socialmente impattanti.
Chiari ha tracciato le radici del design italiano fino all’Italia del dopoguerra, quando visionari come Gio Ponti trasformarono le esigenze della società in creazioni iconiche. Il fondatore di SPD, Nino Di Salvatore, ebbe un ruolo fondamentale in quest’epoca, spingendo gli studenti a pensare al di là dei confini convenzionali e ad esplorare concetti come “vuoto” e “pieno” per sviluppare design che risuonassero con una funzionalità più profonda.
Oggi, questa eredità continua con gli studenti di SPD, incoraggiati a progettare per la longevità e l’adattabilità. In un mondo che cambia rapidamente, la capacità di prevedere le implicazioni di un design a decenni di distanza è diventata una competenza cruciale.